Le alpi Piera e Miunda
All’insediamento dell’alpe Piera, posto a quota 1672, si accede tramite la strada sterrata recentemente realizzata a partire dal pianoro su cui si situa la stazione d’arrivo degli impianti di risalita dei Palit . È sufficiente un primo approssimativo sguardo all’agglomerato degli edifici ed all’ambiente che lo circonda, per intuire l’importanza rivestita fino a tempi recenti da questo centro montano: si evidenziano il considerevole numero di baite e di crôtin, l’ampio pascolo che si spinge fino in località Miunda e oltre, il ripido pendio ontanato che sale al Colle del Loetto, comodo passaggio per la valle del Savenca.
La struttura dei crôtin meriterebbe di per sé un approfondito studio architettonico: alcuni di essi, adiacenti l’uno all’altro sono disposti quasi ad arco subito dopo l’insieme delle baite. Proprio di fronte a quest’area, ad una trentina di metri, sono stati individuati alcuni massi incisi, dei quali facciamo seguire l’elenco descrittivo.
Sul fronte dell’ultima baita, a circa 15 metri di distanza, si trova un masso adagiato sul quale risultano due incisioni di tipo ‘h’, affiancate l’una all’altra, che sembrano essere state realizzate in tempi diversi: l’incisione a sinistra nella fotografia gode di un potenziamento che non rispetta i canoni ‘normali’: la coppella che potenzia il braccio diretto verso la seconda incisione risulta spostata verso l’alto, se si fosse mantenuto il potenziamento ‘in asse’, esso si sarebbe sovrapposto alla seconda incisione, che era evidentemente già stata realizzata. Anche la tecnica d’incisione, evidentemente diversa nei due casi, contribuisce ad avvalorare l’ipotesi di realizzazione in tempi diversi, ma, ovviamente, non è possibile ipotizzare quanto questi tempi siano lontani l’una dall’altro. Nell’incisione che proponiamo come più antica è accennato un collegamento tra le coppelle di potenziamento e quelle poste agli estremi dei bracci.
Ad una decina di metri verso sud rispetto al masso appena descritto, di fronte ad un crôtin, emerge un masso sul quale compaiono un’incisione di tipo ‘g’ ed una di tipo ‘d’, entrambe molto ben marcate.
Una lastra emergente, che si trova dietro la baita che si incontra per prima e a sinistra della seconda (la più alta), ospita l’incisione di una canaletta rettilinea lunga 180 centimetri, che per una sua parte si insinua sotto il masso adagiato che si sovrappone alla lastra. L’incisione che si sviluppa in direzione nord-sud, richiama quelle già descritte di GUI6 e GUI7.
Poco discosto da PER1, PER2 e PER3, si trova un altro masso sulla cui superficie compare una bellissima incisione a ‘B’ accompagnata da una minicoppella posta tra i due seni che, senza alcun dubbio, è ad essa associata. Le dimensioni della ‘B’ sono 40 x 18 centimetri.
Volgendo le spalle alle baite di Piera, si scorgono, al di là dell’omonimo torrente, gli edifici dell’alpe Miunda. Prima di arrivarci, e prima ancora di attraversare il torrente, sulla sinistra del sentiero si scorge un masso inciso.
Masso adagiato che ospita un’incisione di tipo ‘e’ caratterizzata dalla particolarità della curvatura di uno dei bracci.
Presentiamo in chiusura la fotografia che illustra l’interessantissima struttura tronco-conica dei crôtin di Piera.
a cura di Adriano Collini e Giorgio Gambino